Cucina e Gastronomia Caprese 

Sulle origini e i prestiti campani della cucina capresesi sono versati fiumi d'inchiostro. Rivoli asciutti oramai, prosciugati dal sole: i fatti dicono che dalla notte dei tempi è la romantica bellezza di Capri a dare sapore alla cucina e non viceversa. È la magica prospettiva sui Faraglioni a equilibrare le note della più zelante insalata partenopea, come è il colpo d'occhio sulla magica via Krupp a dosare le insaziabili voglie dei più stuzzicanti ravioli ripieni. Nella fresca cucina caprese passato e presente convivono, dunque, dosati a dovere. Per onorare una cultura gastronomica che ha fatto della semplicità il suo punto di forza: di quella "semplicità che è difficile a farsi" naturalmente.


ravioli capresiRavioli alla Caprese Ingredienti per 4 persone Una caciotta e mezzo, equivalente al peso di 250 gr. 60 gr. di parmigiano reggiano grattuggiato un uovo 250 gr. di farina un pizzico di maggiorana (facoltativa) olio d'oliva mezza cipolla 600 gr. di pomodorini o 1 scatola di pelati e basilico.
Nel 1909 Gabriele D'Annunzio parlando di Capri definì la caciottella "candido tenero umido formaggio che serba la più fresca verginità del latte sotto la sua buccia". Non a caso i ravioli ripieni di caciotta grattugiata sono il vessillo gastronomico dell'isola. Fu grazie agli elogi dannunziani del formaggio campano se Claude Debussy, nel 1919 ospite di Ottorino Respighi, che aveva musicato le poesie del Vate, poté assaggiare i ravioli locali nella villa Il Rosajo, più tardi dimora di Graham Greene. Incerto il giudizio sul raviolo, sicuramente il compositore apprezzò le colline di Anacapri, cui dedicò un preludio. Anche la Yourcenar, ospite dell'Isola nel 1938, pare fosse ghiotta dei ravioli capresi. E già nel luglio del 1922 il sindaco scrittore Edwin Cerio li aveva scelti per onorare la cena ufficiale durante un convegno sulla tutela paesaggistica di Capri.


totani e patateTotani con Patate. Ingredienti per 4 persone 1 Kg. di totani puliti 1 Kg. di patate 2 spicchi di aglio tritato 4 pomodorini cipolla quanto basta peperoncino fresco prezzemolo 6 cucchiai di olio d'oliva mezzo bicchiere di vino bianco sale quanto basta.
La pesca notturna ai totani e ai calamari era in estate l'attività preferita di Curzio Malaparte che, nella sua villa di Punta Massullo appoggiata alla roccia e a picco sul mare, scrisse "Kaputt" e "La Pelle" denunciando le sofferenze della gente napoletana durante la seconda guerra mondiale. Dei totani amava il "gusto selvatico", apprezzato poi dal regista Jean-Luc Godard che proprio nella Villa Malaparte, costruita dall'architetto Adalberto Libera e perfettamente integrata nel paesaggio, ambientò nel 1953 il film "Il Disprezzo", tratto dal romanzo di Alberto Moravia e interpretato da Michel Piccoli e Brigitte Bardot. Anche la "femme fatale", sulle orme dell'inquieto giornalista, durante le riprese imparò a prediligere "quei molluschi che odorano solo da cotti".


insalata capreseInsalata Caprese. Anche se la gloria di aver promosso l'insalata caprese pare spetti alla fantasia ristoratrice di un caprese e più tardi all'appetito di re Farouk, già nelle cene futuriste organizzate alla fine degli anni Venti del secolo scorso allo storico albergo Quisisana da Marinetti e compagni, veniva abbozzata l'unione tricolore di fiordilatte (meno certo allora sull'isola l'uso della mozzarella di bufala), insalata verde, basilico e pomodori maturi. Avendo in odio la stupida pasta e la cucina convenzionale e amando la cucina vegetariana, i futuristi potevano così lottare contro "il peso, il pancismo e l'obesità", ignari del suo calorico contributo. Certa, invece, e consacrata dalle cronache degli anni Cinquanta, la pretenziosa richiesta dell'egiziano re Farouk che, al rientro pomeridiano dalla spiaggia di Marina Piccola, desiderando "restare leggero" domandò qualcosa di unico: gli fu servito un panino caldo gonfio di fragrante insalata caprese insaporita di origano.


pezzogna all'acqua pazzaPezzogna all’acqua pazza. "Al riparo di Marina Grande poche barche dormono sulla fiducia delle ancore. Quelle più pigre o chi sa? malate, sono coricate sulla riva e riposano sul fianco come foche che allattano i loro piccini. Stese tra palo e palo, e stanche d'insidiare i pesci, le reti s'asciugano al sole. Nell'odore misto di pesce fresco, pezzogne e di pesce fritto, respiro il fiato solito dei porti di mare". Così nel 1926 Alberto Savinio narrava la sua Capri elogiando la splendente mostra di fauna ittica esposta nel suo unico approdo. Tra questa la rara e gustosa pezzogna, da sempre pescata a varie miglia dalla costa in una secca sommersa tra Punta Carena e Punta Ventroso.


torta capreseTorta Caprese. Ingredienti 300 gr. di mandorle tritate 250 gr. di burro 250 gr. di zucchero 125 gr. di cioccolato fondente 5 uova intere profumo vaniglia zucchero a velo.
Fu elaborata all'inizio degli anni Trenta del secolo scorso alla storica Strandpension Weber di Marina Piccola da due zitelle austriache. Eredi del pittore August Weber, approdato a Capri come un naufrago con una fatiscente barca a remi, in cucina sposarono il sapore mediterraneo e bizantino delle mandorle a quello, più nordico, del cioccolato. Già allora Marina Piccola si poteva raggiungere dai giardini d'Augusto affrontando la ripida Via Krupp, una vertiginosa serpentina fatta costruire nella roccia viva nel 1902 dal mecenate dell'acciaio. Come l'ottocentesca Pensione Carmela di Tragara, la Pensione Weber era nota per la sua eccellente ristorazione, oltre che per la torta rinomata in tutto il Golfo di Napoli.


capri il limoncelloCapri il Limoncello. Tra torte, liquori, babà, cioccolatini, gelati, granite e giardini, dalla primavera all'autunno Capri si tinge di giallo. Ovunque il rugoso limone "Femminello" impera. Di origini esotiche, dalla piana sorrentina approdò nell'isola nella notte dei tempi. Da allora nelle case capresi, una volta estratto l'acre succo dosato fino agli anni Cinquanta per alleggerire le fritture di pesce, nessuno osa sprecare i resti martoriati del Femminello spremuto gettandone la buccia. Così, per l'atavica tenacità isolana, la grinzosa pelle tagliata a fettine sottili è diventata l'anima del limoncello, del tradizionale liquore casalingo composto miscelando acqua e zucchero con un'infusione di alcol e bucce di limone a suo tempo lasciate a macerare per ventiquattro ore. Niente di più digestivo e, secondo lo scrittore Norman Douglas, con i suoi trentadue gradi, anche un po' afrodisiaco.

  • Villa Verde Restaurant
  • limousine transfer
  • Occasione Immobile Capri
  • A Hotel Biancamaria